In
questo Natale dell’anno paolino abbiamo scelto un’espressione
della lettera di San Paolo a Tito (2,11) per trasmettere ad
ognuno di voi e a tutta la comunità di Cerese gli auguri
natalizi. La crisi economica sta producendo i suoi primi
effetti nella vita di tante famiglie: aziende che chiudono,
persone che restano senza lavoro, giovani che non riescono
ad inserirsi nel lavoro dopo aver studiato per diversi anni,
mutui che strangolano i bilanci familiari, famiglie che non
ce la fanno ad arrivare alla metà del mese. Tutto ciò, ed
anche altro che non diciamo, produce grande preoccupazione,
ansia, incertezza, paura. In questa situazione quest’anno
ci raggiunge l’annuncio cristiano del Natale: “E’
apparsa la grazia di Dio”. “La
grazia di Dio”: cioè la sua benevolenza, il suo amore
gratuito, fedele e per sempre. Il dono grande, grandissimo
del Natale, di fronte al quale tutti i regali sono ben poca
cosa, è questo: io sono amato da Dio gratis, per sempre ed
il suo amore è talmente concreto che si manifesta e si
comunica in una persona che mi è donata: Gesù Cristo. Se
accolgo liberamente, ma realmente, questa persona, accolgo l’amore
di Dio, la sua grazia ed essa mi trasforma. Accogliendo
liberamente il dono di Dio, anch’io liberamente divento
capace di farmi dono, di amare gratuitamente. Sì, dirà
qualcuno, belle parole, ma la crisi e i problemi ad essa
legati rimangono. Sì, l’amore di Dio non è qualcosa di
magico, che con un colpo di bacchetta fa scomparire nel
nulla i problemi e le difficoltà della vita. I problemi
rimangono, ma se accolgo l’amore di Dio rivelato in Gesù,
imparo ad affrontarli in modo nuovo e diverso, ricevo una
forza e una speranza che mi aiutano a lottare, a cercare
soluzioni nuove, vinco la tentazione di chiudermi in me
stesso e di pensare solo ai miei problemi, mi apro alla
condivisione delle gioie e delle difficoltà degli altri,
affronto la crisi insieme agli altri e insieme la si può
superare a poco a poco o perlomeno se ne possono attutire e
contenere i danni. Se accolgo l’amore di Dio che mi è
dato nel bambino Gesù, mi scopro amato, accolto e perdonato
così come sono, mentre sono continuamente tentato di
pensare e di credere che se ho dei debiti, se ho un lavoro
precario, se non so cosa mi riserverà il futuro, allora non
valgo niente, la mia vita non vale nulla. “E’ apparsa”:
la grazia, l’amore gratuito di Dio è apparso, si è
manifestato, si è rivelato in segni molto poveri e
semplici. Non tutti se ne accorgono e l’accolgono. Proprio
perché è apparsa e non si è imposta con dei segni potenti
e schiaccianti: un bambino avvolto in fasce che giace in una
mangiatoia, due giovani sposi, alcuni poveri pastori che
vanno nella notte, una luce nel cielo. Per accoglierla ci
vogliono occhi attenti e semplici, un cuore libero e pronto,
non appesantito da eccessive preoccupazioni e non distratto,
la mente aperta all’ascolto e alla ricerca della verità e
della bellezza. Due fatti accaduti in questi giorni nel
nostro territorio mi dicono che è proprio vero che è
apparsa la grazia di Dio: una ragazza marocchina messa
incinta e poi abbandonata dal suo ragazzo ha deciso di
accogliere la sua creatura perché la sente come dono Dio.
Una famiglia della nostra comunità riceve una telefonata da
una famiglia brasiliana in cui le persone stanno male:
accorsi alla loro casa si accorgono che stanno
intossicandosi con il monossido di carbonio, spalancano le
finestre e chiamano soccorsi. Tutti salvi. Bastavano pochi
minuti ancora e sarebbero morti tutti. E’ apparsa la
grazia di Dio! Buon Natale a tutti, di cuore! don
Paolo, i sacerdoti e le suore
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