Comunità di Cerese

                 Pasqua 2008

   

Dio l'ha risuscitato

Nel primo annuncio degli apostoli, trasmesso a noi dal Nuovo Testamento, soprattutto dagli Atti degli apostoli, la risurrezione di Gesù dai morti è opera di Dio, che risuscita suo Figlio e lo costituisce Signore e Cristo. Così Pietro, nel discorso tenuto a Gerusalemme nel giorno di Pentecoste: "Gesù di Nazareth …..voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte" (Atti 2,23-24).
Che significato ha questa affermazione in se stessa e quale novità può portare nella nostra vita? In primo luogo l'atto del Padre, che risuscita il suo Figlio dalla morte, è la conferma definitiva che le parole e i gesti di Gesù sono veri e buoni, conducono alla pienezza di vita e non rimangono smentiti dalla morte. Gesù di Nazareth in tutta la sua vita, in particolare nella sua passione, morte e risurrezione rivela il vero volto di Dio: un Dio che serve l'uomo donando la sua vita, un Dio che perdona, un Dio che si identifica con i piccoli, un Dio che non si impone con la potenza ma che si affida alla libera risposta dell'uomo, un Dio che rivela la sua gloria proprio nello scandalo della morte di croce. L'annuncio della fede, ci ricorda il Papa Benedetto nell'Enciclica "Spe salvi", non è solo "informativo", cioè non ci informa soltanto di alcuni fatti, non riguarda anzitutto il sapere, ma è "performativo" nel senso che ha la capacità di formare, di plasmare la nostra vita ad immagine del mistero annunciato. In altre parole, se io accolgo liberamente e pienamente, con l'intelligenza e la volontà l'annun-cio pasquale, io ricevo la novità di vita contenuta in quell'annuncio e la mia vita, la vita della comunità e del mondo, è a poco a poco trasformata e rinnovata dalla novità che è Cristo morto e Risorto. Il mio soffrire a causa della fedeltà al Vangelo o a causa della malattia o della cattiveria umana non va perduto, ma riceve un senso nuovo dalla partecipazione alla sofferenza di Cristo e alla sua vittoria sulla sofferenza e sulla morte. Il mio impegno per la giustizia e per l'amore, anche se incontra ostacoli, insuccessi, difficoltà, non va perduto nel nulla, ma è la primizia della nuova creazione.
Il secondo significato dell'atto del Padre che risuscita Gesù dai morti è la rivelazione del vero volto dell'uomo, della sua vera realizzazione. L'umanità di Gesù è accolta nella pienezza della vita di Dio: la sua obbedienza al Padre, la sua offerta come pane per la vita del mondo, il suo farsi servo per amore, il suo amore per i nemici si compiono nella gloria del Padre, nella pienezza della vita di Dio. In altre parole Gesù morto e risorto è l'uomo nuovo e chi lo accoglie e lo segue nella fede, diventa creatura nuova. Proprio in questi giorni siamo stati colpiti e rattristati per la morte di cinque operai, uccisi dalle esalazioni di gas tossico in una cisterna a Molfetta. Quattro di essi sono morti per portare soccorso al primo che si era accasciato nel fondo della cisterna. Se da una parte questo fatto ci invita a chiedere maggiore tutela e sicurezza per chi lavora, dall'altra, pur nella sua tragicità, è un segno forte di amore e di dedizione alla vita del fratello. Per salvare la vita del loro amico hanno dato la vita. La vita in realtà non l'anno persa, ma perdendola per la vita del fratello, l'hanno trovata in pienezza.
Buona Pasqua, Pasqua di vita nuova in Gesù morto e risorto!

Don Paolo, don Simone, don Nando e le suore Orsoline

 

 

 

www.parrocchiadicerese.it    (agg.  24/03/2008 )
Parrocchia di Cerese, via Cisa, 69 - 46030, Cerese, (Mantova) - tel. 0376/448023
Informativa Privacy

Google