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Dio
l'ha risuscitato
Nel primo annuncio degli apostoli, trasmesso a
noi dal Nuovo Testamento, soprattutto dagli Atti degli apostoli, la
risurrezione di Gesù dai morti è opera di Dio, che risuscita suo
Figlio e lo costituisce Signore e Cristo. Così Pietro, nel discorso
tenuto a Gerusalemme nel giorno di Pentecoste: "Gesù di
Nazareth …..voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e
l'avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle
angosce della morte" (Atti 2,23-24).
Che significato ha questa affermazione in se stessa e quale novità
può portare nella nostra vita? In primo luogo l'atto del Padre, che
risuscita il suo Figlio dalla morte, è la conferma definitiva che
le parole e i gesti di Gesù sono veri e buoni, conducono alla
pienezza di vita e non rimangono smentiti dalla morte. Gesù di
Nazareth in tutta la sua vita, in particolare nella sua passione,
morte e risurrezione rivela il vero volto di Dio: un Dio che serve
l'uomo donando la sua vita, un Dio che perdona, un Dio che si
identifica con i piccoli, un Dio che non si impone con la potenza ma
che si affida alla libera risposta dell'uomo, un Dio che rivela la
sua gloria proprio nello scandalo della morte di croce. L'annuncio
della fede, ci ricorda il Papa Benedetto nell'Enciclica "Spe salvi",
non è solo "informativo", cioè non ci informa
soltanto di alcuni fatti, non riguarda anzitutto il sapere, ma è "performativo"
nel senso che ha la capacità di formare, di plasmare la nostra vita
ad immagine del mistero annunciato. In altre parole, se io accolgo
liberamente e pienamente, con l'intelligenza e la volontà
l'annun-cio pasquale, io ricevo la novità di vita contenuta in
quell'annuncio e la mia vita, la vita della comunità e del mondo,
è a poco a poco trasformata e rinnovata dalla novità che è Cristo
morto e Risorto. Il mio soffrire a causa della fedeltà al Vangelo o
a causa della malattia o della cattiveria umana non va perduto, ma
riceve un senso nuovo dalla partecipazione alla sofferenza di Cristo
e alla sua vittoria sulla sofferenza e sulla morte. Il mio impegno
per la giustizia e per l'amore, anche se incontra ostacoli,
insuccessi, difficoltà, non va perduto nel nulla, ma è la primizia
della nuova creazione.
Il secondo significato dell'atto del Padre che risuscita Gesù dai
morti è la rivelazione del vero volto dell'uomo, della sua vera
realizzazione. L'umanità di Gesù è accolta nella pienezza della
vita di Dio: la sua obbedienza al Padre, la sua offerta come pane
per la vita del mondo, il suo farsi servo per amore, il suo amore
per i nemici si compiono nella gloria del Padre, nella pienezza
della vita di Dio. In altre parole Gesù morto e risorto è l'uomo
nuovo e chi lo accoglie e lo segue nella fede, diventa creatura
nuova. Proprio in questi giorni siamo stati colpiti e rattristati
per la morte di cinque operai, uccisi dalle esalazioni di gas
tossico in una cisterna a Molfetta. Quattro di essi sono morti per
portare soccorso al primo che si era accasciato nel fondo della
cisterna. Se da una parte questo fatto ci invita a chiedere maggiore
tutela e sicurezza per chi lavora, dall'altra, pur nella sua
tragicità, è un segno forte di amore e di dedizione alla vita del
fratello. Per salvare la vita del loro amico hanno dato la vita. La
vita in realtà non l'anno persa, ma perdendola per la vita del
fratello, l'hanno trovata in pienezza.
Buona Pasqua, Pasqua di vita nuova in Gesù morto e risorto!
Don
Paolo, don Simone, don Nando e le suore Orsoline
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