Comunità di Cerese

                 Pasqua 2007

   

   CRISTO,
MIA SPERANZA,
E' RISORTO

Così canta la sequenza pasquale: sono le parole attribuite a Maria di Magdala, la prima persona cui apparve Gesù risorto, la donna che portò l'annuncio gioioso della risurrezione agli apostoli ancora impauriti e increduli. Noi celebriamo quest'anno la Pasqua nel cammino pastorale che ci vede impegnati ad essere "testimoni della speranza", come dice anche il titolo del convegno ecclesiale svoltosi a Verona nell'ottobre del 2006. Proviamo a chiederci: in che senso il Cristo risorto è per noi la sorgente della speranza? Nella vita delle persone e delle famiglie della nostra comunità ci sono motivi di sofferenza che possono indurre allo sconforto, talvolta anche alla disperazione: i ritmi di vita incalzanti, spesso poco umani, che mettono a dura prova il dialogo e la comunicazione tra i membri della famiglia; le difficoltà economiche legate al costo della vita o a qualche mutuo che pesa come un macigno; la difficoltà ad educare i figli, soprattutto quelli nell'età della preadolescenza e dell'adolescenza; il clima di indifferenza e di freddezza che spesso fa sentire soli e abbandonati a se stessi. L'annuncio pasquale di Gesù Cristo, crocifisso per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione, ci raggiunge proprio dentro queste esperienze ed è capace di aprirle alla speranza. Come la morte di Gesù in croce e la sua sepoltura non sono state le ultime parole, gli ultimi atti della sua vita, così anche le difficoltà e le sofferenze della nostra vita, se le attraversiamo in comunione viva con Cristo, si aprono ad orizzonti nuovi e insperati. Il cammino pasquale di Gesù, che ripercorriamo nella celebrazione del Triduo della sua passione-morte e risurrezione, ci infonde la serena speranza che lo sforzo quotidiano di fedeltà alle nostre promesse, anche se ci costa un caro prezzo, non cade nel nulla e non ci lascia delusi, che ogni gesto di dono autentico di noi stessi, ogni atto di gratuità e di perdono non sono perdenti, ma vincenti nel senso più vero. E ancora l'annuncio pasquale ravviva in noi la speranza che ogni nostra chiusura nel peccato può essere scardinata e aperta al perdono e alla vita nuova, ogni chiusura e indifferenza della nostra comunità può aprirsi all'accoglienza e alla condivisione con i fratelli. I segni della vita nuova, d'altra parte, non mancano, se abbiamo occhi per vederli e cuore per accoglierli: adulti che si lasciano coinvolgere per aiutare bambini di famiglie straniere nel nostro doposcuola, genitori che accettano di accompagnare con maggiore impegno e partecipazione il cammino di fede dei figli, famiglie che si lasciano coinvolgere in un cammino di riscoperta della fede e di condivisione delle gioie e delle difficoltà con altre famiglie, persone che nel silenzio e nell'anonimato donano tempo ed energie a sostenere persone malate,anziane, provate dalla vita. Pensiamo a quanti anziani soffrono oggi la solitudine, quante famiglie sono al limite della sopportazione perché provate dall'assistenza ad un malato cronico o ad una persona disabile, quanti bambini soffrono a causa della separazione dei genitori o della scarsa attenzione nei loro confronti. Il campo è vasto e ce n'è per tutti… E' proprio vero: se ci lasciamo coinvolgere dal mistero pasquale di Gesù, la nostra vita personale e la vita della nostra comunità a poco a poco cambia, si rinnova, si apre alla speranza che a sua volta si manifesta nella capacità di dono, di condivisione e di comunione. E allora buona Pasqua, una Pasqua di speranza!

I sacerdoti e le suore Orsoline

 

 

 

www.parrocchiadicerese.it    (agg.  11/12/2007 )
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