COINVOLTI
DALL'AMORE
DI DIO,
TESTIMONI DI SPERANZA
La Chiesa italiana celebra a Verona
dal 16 al 20 ottobre il suo quarto Convegno Nazionale, dopo quelli
di Roma, Loreto e Palermo. Il titolo del convegno è: “Testimoni
di Cristo Risorto, speranza del mondo”. Anche il nostro Convegno
diocesano del 7 e 8 settembre ha ripreso il tema della “speranza”
avendo scelto come titolo una frase della I Lettera di Pietro: “Pronti
sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che
è in voi”. La nostra comunità parrocchiale si inserisce in
questo cammino con una sua specificità: dopo l’anno dedicato all’ACCOGLIENZA,
cercheremo quest’anno di vivere l’atteggiamento del
COINVOLGIMENTO. Se riflettiamo sulla nostra esperienza, scopriamo
che quando decidiamo di impegnarci in un cammino di servizio, in un
rapporto serio di amicizia, nella partecipazione attiva ad un gruppo
o ad una comunità, lo facciamo perché siamo coinvolti, cioè
invitati dalla chiamata di qualcuno o spinti interiormente dall’esempio
trascinante di un altro o convinti dalla bontà o dalla bellezza dei
valori e delle realizzazioni che si perseguono. Se poi percorriamo
in uno sguardo d’insieme la storia della salvezza, cioè la storia
del rapporto di amore tra Dio e l’umanità, vediamo che Dio
continuamente coinvolge l’uomo nel suo progetto di amore, facendo
appello alla sua libertà e responsabilità e attirandolo con la
forza del suo amore. Così è nella creazione, così nella
liberazione dalla schiavitù dell’Egitto, così nel patto di
alleanza del Sinai. Per rinnovare e rendere definitiva l’allenza
infranta dall’infedeltà del peccato, Dio si coinvolge così
profondamente da scegliere di farsi uomo nel grembo della vergine
Maria. E Maria di Nazareth è la creatura umana che più di ogni
altra si lascia coinvolgere liberamente nel disegno d’amore di
Dio: così la Parola eterna di Dio si fa carne nel grembo di Maria.
Gesù, Verbo fattosi carne, a sua volta coinvolge gli uomini nel
progetto del Regno di Dio: chiama alla sua sequela, invita alla
conversione, manda missionari davanti a sé a preparare la sua
venuta. Così anche noi, come Chiesa di Cristo animata dal suo
Spirito, siamo coinvolti dall’amore di Dio per coinvolgere i
nostri fratelli, per invitarli a partecipare alla vita della
comunità nella quale possono incontrare Cristo, nostra speranza. C’è
oggi molta sete di speranza: la crisi delle grandi ideologie, lo
stile di vita convulso e frammentato, le relazioni spesso difficili
e sfilacciate producono in tante persone e famiglie una mancanza di
speranza che produce effetti nocivi per la nostra vita:
indifferenza, individualismo, competizione esasperata, mancanza di
interesse e di impegno per il bene comune. Abbiamo bisogno tutti di
ritrovare la sorgente della speranza che è Cristo risorto e vivo in
mezzo a noi, abbiamo bisogno di vivere gli atteggiamenti della
speranza: la fiducia in sé e negli altri, la gioia del dono di sé
per bene dell’altro, la condivisione di un cammino con gli altri,
l’apertura, il dialogo nella ricerca della verità e nel rispetto
reciproco. Più ci lasciamo coinvolgere da Dio nel suo amore, più
saremo capaci di coinvolgere gli altri convincendoli con lo stile
umile e fraterno della nostra vita. Ecco il percorso che cercheremo
di fare insieme nel nuovo anno pastorale e che inizieremo proprio
con gli ESERCIZI SPIRITUALI del 4-5-6 ottobre. La vergine Maria che
veneriamo nella sua natività, vegli sul nostro cammino e interceda
per tutti noi.
Don Paolo
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