Il notiziario della Parrocchia di Cerese Comunità di Cerese

Pasqua 2005

 
«Il pane per la vita nel mondo»

La Pasqua cade quest'anno nell'Anno dell'Eucaristia: per questo la nostra riflessione farà costante riferimento al sacramento dell'Eucaristia che è il memoriale della Pasqua di Gesù, in altre parole la sua viva memoria, la sua ripresentazione nella celebrazione della liturgia eucaristica.
Partiamo dalla nostra esperienza quotidiana per riscoprire il grande valore dell'Eucaristia nella nostra vita. Vivere non è facile, per nessuno. La vita è un dono stupendo, ma richiede forza, energia per essere appunto vissuta in pienezza, non semplicemente "tirata avanti" in qualche modo. Lo vediamo chiaramente nell'esperienza di tante famiglie: la precarietà del lavoro e l'esasperata competitività, che trasmette al lavoro ritmi e tempi disumani, con conseguenti difficoltà per il dialogo e la comunione della coppia, tra genitori e figli; la crisi economica e l'elevato costo della vita rendono assai precarie le condizioni delle famiglie con un solo reddito e con uno o più figli; la presenza di persone anziane o ammalate in casa, con l'esigenza dell'assistenza e della compagnia; l'accentuata fragilità della coppia, influenzata anche da messaggi e da un clima culturale che spesso esalta la ricerca dell'autorelizzazione a tutti i costi, il miraggio di un benessere egoistico e individualistico. Potremmo continuare ancora nell'elencare situazioni di fatica e difficoltà, ma preferisco raccogliere i segni buoni di una ricerca di vita autentica che oggi si possono notare nel cammino della nostra comunità: la riscoperta di uno stile di vita più semplice e umano che sa trovare i gesti della condivisione e della solidarietà, l'impegno per il bene comune donando il tempo e le risorse per la comunità parrocchiale o civile, la dedizione educativa ai figli, l'attenzione alle persone che soffrono o alle famiglie in difficoltà, l'aprirsi ad uno stile fraterno, di comunione e condivisione con le altre famiglie, superando la chiusura e l'indifferenza.
Ecco, la Pasqua di Gesù, il mistero della sua morte e risurrezione, che noi riviviamo nella celebrazione dell'Eucaristia, immette nella nostra esistenza quella forza vitale di cui abbiamo estremo bisogno e che non possiamo darci da noi stessi. E' quella capacità di amare "fino alla fine", come ci ha amati Gesù Cristo, è la forza di amare fino a "dare la vita per gli amici" ed anche per quelli che non ci amano. Questa forza di amare, più forte della morte, viene proprio dalla morte di Gesù sulla croce, una morte non semplicemente subita, ma offerta per amore obbediente al Padre, donata per la vita del mondo. E la vita di Gesù così offerta viene accolta con amore immenso dal Padre che risuscita il suo Figlio e gli dona nel suo Spirito la vita in pienezza nella gloria della risurrezione. Così, a partire dalla Pasqua, Gesù, il vivente, ci rende partecipi della sua stessa vita, della sua stessa capacità di amare donandoci il suo corpo come cibo e il suo sangue come bevanda nel sacramento dell'Eucaristia. Lo dice chiaramente Gesù nella sinagoga a Cafarnao: "Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me" (Gv.6,57).
Quest'anno, Anno dell'Eucaristia, celebreremo con solennità il Corpus Domini nella sera di giovedì 26 maggio e dopo la celebrazione eucaristica usciremo dalla chiesa di Cristo Redentore dell'uomo portando l'Eucaristia in processione per alcune vie del nostro paese. Con questo segno esprimeremo la nostra fede, la nostra convinzione che l'Eucaristia sia la forza indispensabile per la vita del mondo, per la vita della nostra comunità. Invitandovi già da ora a partecipare alla festa del Corpus Domini, vi auguro, insieme a don Nando e a don Simone, una buona Pasqua in Cristo morto e risorto.

Don Paolo               

 

www.parrocchiadicerese.it    (agg.  26/09/2006 )
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