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«Il
pane per la vita nel mondo»
La
Pasqua cade quest'anno nell'Anno dell'Eucaristia: per questo la nostra
riflessione farà costante riferimento al sacramento dell'Eucaristia che è
il memoriale della Pasqua di Gesù, in altre parole la sua viva memoria, la
sua ripresentazione nella celebrazione della liturgia eucaristica.
Partiamo dalla nostra esperienza quotidiana per riscoprire il grande valore
dell'Eucaristia nella nostra vita. Vivere non è facile, per nessuno. La
vita è un dono stupendo, ma richiede forza, energia per essere appunto
vissuta in pienezza, non semplicemente "tirata avanti" in qualche
modo. Lo vediamo chiaramente nell'esperienza di tante famiglie: la
precarietà del lavoro e l'esasperata competitività, che trasmette al
lavoro ritmi e tempi disumani, con conseguenti difficoltà per il dialogo e
la comunione della coppia, tra genitori e figli; la crisi economica e
l'elevato costo della vita rendono assai precarie le condizioni delle
famiglie con un solo reddito e con uno o più figli; la presenza di persone
anziane o ammalate in casa, con l'esigenza dell'assistenza e della
compagnia; l'accentuata fragilità della coppia, influenzata anche da
messaggi e da un clima culturale che spesso esalta la ricerca
dell'autorelizzazione a tutti i costi, il miraggio di un benessere egoistico
e individualistico. Potremmo continuare ancora nell'elencare situazioni di
fatica e difficoltà, ma preferisco raccogliere i segni buoni di una ricerca
di vita autentica che oggi si possono notare nel cammino della nostra
comunità: la riscoperta di uno stile di vita più semplice e umano che sa
trovare i gesti della condivisione e della solidarietà, l'impegno per il
bene comune donando il tempo e le risorse per la comunità parrocchiale o
civile, la dedizione educativa ai figli, l'attenzione alle persone che
soffrono o alle famiglie in difficoltà, l'aprirsi ad uno stile fraterno, di
comunione e condivisione con le altre famiglie, superando la chiusura e
l'indifferenza.
Ecco, la Pasqua di Gesù, il mistero della sua morte e risurrezione, che noi
riviviamo nella celebrazione dell'Eucaristia, immette nella nostra esistenza
quella forza vitale di cui abbiamo estremo bisogno e che non possiamo darci
da noi stessi. E' quella capacità di amare "fino alla fine", come
ci ha amati Gesù Cristo, è la forza di amare fino a "dare la vita per
gli amici" ed anche per quelli che non ci amano. Questa forza di amare,
più forte della morte, viene proprio dalla morte di Gesù sulla croce, una
morte non semplicemente subita, ma offerta per amore obbediente al Padre,
donata per la vita del mondo. E la vita di Gesù così offerta viene accolta
con amore immenso dal Padre che risuscita il suo Figlio e gli dona nel suo
Spirito la vita in pienezza nella gloria della risurrezione. Così, a
partire dalla Pasqua, Gesù, il vivente, ci rende partecipi della sua stessa
vita, della sua stessa capacità di amare donandoci il suo corpo come cibo e
il suo sangue come bevanda nel sacramento dell'Eucaristia. Lo dice
chiaramente Gesù nella sinagoga a Cafarnao: "Come il Padre, che ha la
vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di
me vivrà per me" (Gv.6,57).
Quest'anno, Anno dell'Eucaristia, celebreremo con solennità il Corpus
Domini nella sera di giovedì 26 maggio e dopo la celebrazione
eucaristica usciremo dalla chiesa di Cristo Redentore dell'uomo portando
l'Eucaristia in processione per alcune vie del nostro paese. Con questo
segno esprimeremo la nostra fede, la nostra convinzione che l'Eucaristia sia
la forza indispensabile per la vita del mondo, per la vita della nostra
comunità. Invitandovi già da ora a partecipare alla festa del Corpus
Domini, vi auguro, insieme a don Nando e a don Simone, una buona Pasqua in
Cristo morto e risorto. Don
Paolo
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