Formazione del Consiglio Pastorale Parrocchiale
6 Novembre 2000

La formazione di un consiglio pastorale parrocchiale è un vero cammino di Chiesa, intesa non come associazione privata, o peggio come società segreta, ma come segno di cristiani che intendono collaborare fra loro, e con i non cristiani, per rendere vivi i valori del Vangelo e l’incontro con Dio. Tale collaborazione è piena di ricchezza e di travaglio, perché negli uomini, che non sono angeli, esistono entrambe queste componenti, ovvero la generosità e il peccato, la grandezza e la debolezza. Il lavorare nella Chiesa dunque rappresenta una lotta e una sfida, che comprende la fatica ma, proprio perché l’uomo non si deve arrendere mai, incoraggia la speranza e con essa la gioia.

I lavori di costituzione del CPP sono iniziati nella riunione dell’Assemblea Parrocchiale di lunedì 6 novembre 2000, a conclusione di alcuni anni di formazione e di sperimentazione. Una piccola commissione di laici collaborerà con i sacerdoti per comporre la bozza dello statuto, quindi si passerà alla discussione e alla approvazione da parte dell’Assemblea Parrocchiale e del Vescovo, poi il CPP verrà eletto. Tenuto conto dei tempi, il nuovo consiglio per quest’anno potrà operare solo piccole iniziative, ma esso sarà pienamente operativo agli inizi del prossimo anno pastorale. Nel frattempo un obiettivo viene già raggiunto: quello di avere pensato e scelto insieme, con il contributo di sacerdoti e di laici di varia estrazione.

La Chiesa non è un sogno: non è mai esistita e non esisterà mai una Chiesa ideale e perfetta, una “Dream Church”. Essa esiste solo per chi vuole starsene fuori e non ha il coraggio di spendersi in prima persona.

La Chiesa non è eterna: in Paradiso non ci sarà più la Chiesa. Qui c’è ed è il “compito per casa” che ci ha lasciato Gesù salendo al Cielo, quello di amarci, anche se facciamo fatica e siamo peccatori.

La Chiesa esiste e la fa il Signore: non è vero che non esiste una comunità di cristiani. Esiste eccome, con tutto il carico delle nostre vicende, dalle quali non possiamo fuggire per raggiungere il Signore.

Ogni cristiano ha il dovere di farsi carico del cammino comune, con lealtà e responsabilità, per non fuggire in paradisi creati artificialmente, ma per arrivare in quello vero che ci attende.

Don Stefano

(dallo Statuto del CPP di una parrocchia mantovana)

L’istituzione del Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP) si motiva per ragioni di fede, non di organizzazione o di efficienza. Radica, infatti, il suo valore nella chiesa come mistero e come comunione.

Risponde alla grande lezione del Concilio Vaticano II circa la dignità (l’essere) e il ruolo (l’agire) dei fedeli laici nella chiesa e nel mondo, nella consapevolezza che «la chiesa non è real­mente costituita (...) e non è segno perfetto della presenza di Cristo tra gli uomini, se alla gerarchia non si affianca e collabora un laicato autentico» (Ad gentes, n.21).

Il CPP intende essere strumento di cammino nella comunione per tutti i cristiani che, in forza del loro battesimo, sono associati a pieno titolo nell’essere e nell’agire complessivo della chiesa.

Intende essere, di conseguenza, luogo concreto della corresponsabilità di tutte le componenti ecclesiali parrocchiali, con i rispettivi carismi, ministeri, ruoli ed uffici, al servizio della missione e del vangelo. La mutua integrazione e complementarietà di tutte le doti naturali e di grazia saranno manifestazione della pari dignità di tutte le membra nell’unico corpo di Cristo”

(da “Indicazioni per la costituzione dei consigli pastorali parrocchiali” della Diocesi di Mantova)

“II Consiglio presbiterale è d’accordo nell’assegnare al C.P.P. questi servizi:

1.       Servizio di esemplarità: il C.P.P. deve testimoniare uno stile di comunione e di fraternità nell’affrontare i problemi, in particolare la capacità di collaborazione e di integrazione tra persone e ministeri diversi.

2.       Servizio di studio: il C.P.P. deve studiare attentamente la situazione della parrocchia in ordine alla possibilità di attuare gli orientamenti pastorali diocesani.

3.       Servizio di proposta, di promozione e di coordinamento: il C.P.P. deve fare sue le scelte pastorali fondamentali ed elaborarne le linee operative principali entro le quali devono operare tutti i gruppi ecclesiali di cui il C.P.P. deve coordinare l’attività nel rispetto della loro specificità.

4.        Servizio di verifica: il C.P.P. deve provvedere all’attuazione delle iniziative decise, valutarne le difficoltà e i risultati, suggerire gli opportuni emendamenti”

 

 

 

 

www.parrocchiadicerese.it    (agg.  07/10/2006 )
Parrocchia di Cerese, via Cisa, 69 - 46030, Cerese, (Mantova) - tel. 0376/448023
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