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Caresto.
Un weekend dedicato alla Spiritualità Matrimoniale
Ogni anno passano per l'Eremo di Caresto migliaia di famiglie (ovviamente
anche con i figli) provenienti da tutta Italia, invitate col "passa
parola"
da amici e parenti, oppure dalle parrocchie e diocesi che vogliono offrire
un'esperienza annuale o periodica di spiritualità e aiuto. Su suggerimento
di Don Paolo anche noi di Cerese abbiamo voluto fare questa esperienza. 
Caresto è su una collinetta a fianco del paese di S.Angelo in Vado, in mezzo
alle splendide colline dell'appennino marchigiano a pochi km da La Verna e
dall'Eremo di Camaldoli. Ci si arriva con l'autostrada A1 uscendo a Fano e
proseguendo poi per la superstrada per Fossombrone. Tutto sommato non è
nemmeno lontanissimo (4 ore circa) e il viaggio in compagnia della famiglia
è piacevole: unica nota dolente il traffico intensissimo del weekend con
pazzi scatenati che ti sorpassano sulla destra.
Adesso la parola ad alcune delle coppie protagoniste.
Aldo e Tiziana:
Cosa spinge una famiglia a intraprendere un lungo viaggio per raggiungere Un
luogo cosi diverso dagli schemi della vita moderna come Caresto?
La nostra risposta personale sta esattamente in ciò che abbiamo trovato: un
luogo di ristoro per l'anima al quale siamo approdati dal deserto della
nostra vita quotidiana, che con i suoi ritmi frenetici lascia sempre meno
spazio alla spiritualità famigliare.
In quest'oasi abbiamo trovato uno spazio privilegiato per riscoprire Ia
grandezza del matrimonio-sacramento,con Ia sua specificità che lo rende
diverso dalle altre "chiamate". Cosi Ia spiritualità vissuta nella
coppia segue percorsi diversi da quelli della vita consacrata, fino ad ora da
noi adottata come modello, poiché e' fatta di vita vissuta, di preghiera
"implicita", cioè dentro agli avvenimenti. Questo ci ha
incoraggiato a riprendere ii cammino della preghiera in famiglia, spesso
interrotto dalla difficoltà di trovare una modalità ideale in una vita
scandita da ritmi troppo serrati.
Un'altra riflessione che ci ha colpito fra le tante in questo ritiro e' stata
quella sulla catechesi ai figli, vissuta prima di tutto come testimonianza e
in secondo luogo come risposta ad un fatto o ad un avvenimento concreto
avvenuto e fornita quindi dai genitori nel momento di maggior bisogno del
figlio (catechesi occasionale).
Caresto è stata anche un'occasione per rimettere in discussione il nostro
ruolo di genitori, quali primi educatori alla fede dei nostri figli e per
ripensare alla casa (anche alla nostra) come "piccola chiesa
domestica", con le potenzialità e le ricchezze che essa racchiude,
nonostante le nostre fragilità ed incertezze.
Allora e' valsa Ia pena fare 300 km per scoprire tutto questo?
Noi diremmo proprio di sì.
Aldo e Tiziana
Rina e Alcide:
Caresto: due giorni per ritrovare i Veri valori della fede e della
comunità.
Partiamo in un bel gruppo di famiglie, dopo ore di viaggio c'è la prima
ricompensa: è Daniela che con il suo sorriso sincero che vedi che arriva dal
cuore ci chiede "tutto bene ?". Il meglio arriva subito dopo,
entrando in casa; una casa semplice ma accogliente e già si comincia a
dialogare con tutti: giovani, bambini ed adulti. Mentre le chiacchiere
scorrono siamo già pronti per la cena che è preparata da Daniela, ma subito
inizia una grande solidarietà, come una vera famiglia, chi apparecchia, chi
porta il pane in tavola, i tovaglioli le posate e così via per due giorni a
turni, chi sparecchia chi lava i piatti chi asciuga e tutto senza guardare a
chi fa di più o di meno.
La prima giornata all'eremo inizia verso le otto e trenta con la preghiera in
chiesa insieme ai bambini (che poi vengono consegnati agli animatori) e poi
per gli adulti comincia la vera interrogazione personale e di coppia. Dopo i
vari interventi di Don Piero che ci conduce in un cammino di riflessione si
resta in coppia o in compagnia per poter confrontare idee, abitudini,
sensazioni. Tutte cose che se non fossimo in quel luogo non le avremmo tirate
fuori dai nostri cuori, perché a volte le dai per scontate, oppure pensi che
ricordare certi momenti ti fa troppo male.
Questi due giorni a Caresto sono stati momenti di vera crescita spirituale,
ci siamo ascoltati come coppie, come coniugi, come fidanzati e quindi
l'impressione, anzi la sicurezza è che alla fine si riusciva a pregare
insieme ed a ringraziare il Padre del nostro cammino di ascolto e di fede,
anche se in certi momenti avevamo le lacrime agli occhi, il cuore gonfio di
sentimenti di amore, tenerezza, gratitudine..... Non ci rendevamo conto di
questa ricchezza che avevamo nell'anima, e non riuscivamo a rivelarla a
nessuno.
Questo incontro è stato per tanti un cammino liberatorio, ma anche un inizio
per poter sempre più migliorare la nostra vita e poter trasmettere ad altri
queste emozioni. Alla Messa di domenica mattina tutti, penso, abbiamo
ringraziato il Padre per averci dato questa possibilità.
Grazie a Daniela, a Don Piero e a Caresto.
Rina

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