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Lettera
di Don Simone Zacchi
Bioetica: la
Chiesa non ha timori pregiudiziali nell'accogliere i risultati della scienza
Le espressioni della Chiesa sulle questioni di grande attualità partono
sempre dal presupposto che nulla può essere cambiato in nome della morale e
dell'etica, lamenta il Sig. Francesco Bocchi nella sua lettera apparsa su
questa rubrica martedì 8 febbraio. Ernesto Galli della Loggia sul Corriere
della Sera del 23 gennaio accusava invece la Chiesa di troppa disinvoltura
nell'accettare che potesse essere il responso dell'elettroencefalogramma,
invece che il rilevamento diretto della cessazione di respiro e battito
cardiaco, ad identificare il momento della morte. Immobilismo dogmatico o
trasformismo filoscientista, anche opportunista dato che in ballo ci sarebbe
la possibilità di espiantare gli organi?
Di certo la Chiesa non ha timori pregiudiziali nell'accogliere i risultati
della scienza. Perché è dalle conoscenze fornitele dalla scienza che si
lascia istruire per esprimere i suoi giudizi sulla vita ed è con la ragione
che affronta le complesse questioni implicate, nel confronto costante con le
discipline via via coinvolte. Pare invece che di pregiudiziale ci sia la
negazione del diritto della Chiesa di rendere ragione in modo razionale delle
sue scelte, di contribuire dal suo punto di vista al raggiungimento della pur
auspicata piena conoscenza del delicato argomento in questione. E ancora del
diritto dei cristiani di compiere scelte libere in coerenza ad un'etica che
ha il suo fondamento nella vita di Gesù di Nazaret, etica condivisa nella
misura in cui è condiviso il riferimento a quel fondamento.
Non pregiudiziale risulta invece l'affermazione che la Chiesa non ha a cuore
la vita e la libertà degli individui, perché viene da chi definisce il
concetto di persona, cui riferire i diritti fondamentali che gli ordinamenti
giuridici tutelano, non in base ai dati della scienza (dal punto di vista
biologico non c'è nessuna discontinuità dal concepimento alla nascita), ma
per convenzione e convincimento personale. Così la vita e la libertà di
alcuni individui non giustificano la soppressione di altri.
Don Simone Zacchi, Cerese
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