Tsunami: perché Dio non ha fatto niente ?

Questa la domanda che i media e molte persone hanno spesso fatto risuonare nelle nostre orecchie e nei nostri cuori nelle scorse settimane.
Don Simone ci aiuta a darle una risposta e a non dimenticare.

Grazie al Sig. Marco Chierici per aver dato voce, nella sua lettera del 31/12 u.s. sulla Gazzetta, alle domande che inquietano un po' tutti di fronte al cataclisma del maremoto: perché Dio non ha fatto niente, perché è rimasto assente e immobile invece di proteggere tutta quella gente, di impedire tutto questo?
Sono domande importanti, da non lasciar cadere. Perché mettono in crisi le certezze di cui abbiamo bisogno per rassicurarci, per continuare a vivere.
Ma proprio tali certezze spesso ci allontanano dal vero volto di Dio. Ecco perché vederle vacillare è positivo.
Il mio intelletto di cristiano (e sacerdote) non mi porta ad identificare Dio con la natura, ma con il Gesù Cristo testimoniato dai Vangeli canonici. Non un Dio che salva liberando dagli invasori o dalla povertà o dalle malattie, ma un Dio che pone gesti di vicinanza e condivisione, un Dio che si commuove e piange, un Dio che conferma con il suo sangue le impegnative parole e azioni della sua vita.
Questo Dio che muore in croce, e non altri, si propone come via, verità e vita. È questo il Dio che la Chiesa annuncia, e questo è il Dio che ha scelto la Chiesa come realtà in cui farsi incontrare in pienezza.
La sfida che questi eventi incomprensibili pongono ad ogni persona, ma soprattutto alla comunità dei credenti in Cristo, è prendere sul serio ciò in cui si crede, a partire dal crocifisso e dal presepe.
Salvo trovarci sempre più smarriti non solo di fronte al male e all'odio, ma anche di fronte a chi è capace di dare senso, grazie alla fede, alla vita con le sofferenze che comporta, e magari anche alla morte.

Don Simone Zacchi, Cerese

 

www.parrocchiadicerese.it    (agg.  30/01/2005 )
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